Il ritorno di “Man·ga!” è stato accolto come si farebbe con un amico che non vedi da tanto tempo. È la stessa sensazione che proviamo un po’ tutti noi. Quel tipo di amico a cui vuoi dare l’ospitalità migliore. Abbiamo letto voci lusinghiere su questo welcome back, da molti atteso e sperato. Pure l’affetto dei lettori non si è fatto attendere: prendete queste righe come una doverosa ricevuta di ritorno collettiva, in segno di ringraziamento.
È anche vero che manca l’odore della carta, la sensazione irresistibile di sfogliare la rivista e scorrere con gli occhi il colore di una passione scivolando avanti e indietro tra le pagine. Manca l’attesa fisica di gironzolare in edicola o in fumetteria nella speranza di trovare a guardarci la copertina di un nuovo numero. Quel passato manca anche a noi, perché era frutto di grande entusiasmo e tanta fatica. Materializzazione di un amore che riuscivi a toccare e conservare.
Mica è facile costruire un magazine come “Man·ga!”: oggi come ieri. Già questo secondo numero contiene qualcosa di più formale, se vogliamo, una voce per ogni spazio che la libertà del web ci consente di riempire. Coviamo segretamente il desiderio di avere più voci e di giocare con la struttura ossea della rivista permettendole di non essere mai uguale a se stessa. Tranne che per quella voglia di trasmettere non solo informazioni e pensieri.
A prima vista la parola chiave di questo numero è “il tempo”: passato, presente, futuro. In copertina giganteggia "Kyashan - La rinascita", versione cinematografica ispirata al famoso anime della Tatsunoko, un bel pezzo di storia dei cartoon giapponesi, e all'interno del magazine troverete un servizio su "Patlabor on Television": esperienza seriale concepita dallo storico gruppo Headgear all'insegna del "questa è soltanto fiction, ma fra dieci anni chissà". Uno dei tasselli mancanti per capire l’universo di idee e spettacolo già ben avviato da film e Oav. Il tempo passato è un verbo da coniugare pensando alle figure di “Alessandro Magno” e “Elisabetta” i due fumetti che stanno aprendo le danze nella neonata collana di manga di Yamato Video. Due figure leggendarie che sono finite nelle mani di Yoshikazu Yasuhiko e Riyoko Ikeda. Ce ne saranno altre, ma questo già lo sapete. Il futuro è come vi piacerebbe che fosse, se siete amanti della science fiction: abbiamo lasciato che a farne la cronaca ci pensassero un titolo di culto come “Magazone 23” e la nuova serie tv “Ergo Proxy”. Altro non anticipiamo. La curiosità, se ben ricordate, era insindacabile motore passionale. Quello che faceva muovere ogni numero di “Man·ga!”.
La redazione
P.S. Per un imperdonabile errore, nel primo numero di “Man·ga!” è stato attribuito un copyright sbagliato al film “Innocence – Ghost in the shell 2”. Quello corretto è il seguente: © 2004 Shirow Masamune/KODANSHA · IG, ITNDDTD.
Ce ne scusiamo con i diretti interessati e con i lettori.