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SPECIALE LIBRI
22.05.08

Giappone, amore mio

È uscito per Tunuè Il Drago e la Saetta. Modelli, strategie e identità dell’immaginario giapponese il nuovo volume del sociologo Marco Pellitteri.
Pubblicato per «Esprit» - la nuova collana di studi su media e immaginario diretta dai professori Sergio Brancato e Gino Frezza - il saggio di Marco Pellitteri è un imponente lavoro di ricerca sull’immaginario e sulla cultura pop giapponese e sul modo in cui vengono recepiti in Italia.A essere analizzata è, in particolare, la produzione audiovisiva e fumettistica, molto apprezzata dal pubblico infantile e adolescente. Attraverso manga, anime, gadget e videogiochi la nostra quotidianità si popola di personaggi immaginari che sono portatori di valori, sono espressione di specifici linguaggi e si inscrivono in peculiari universi narrativi.
Due le linee di analisi. L’autore si pone, in primo luogo, l’obiettivo di fornire un quadro teorico d’insieme sui processi che portano in Occidente i prodotti e i modelli culturali orientali. Il secondo obiettivo è focalizzare l’attenzione su alcuni specifici fenomeni e personaggi di culto. Il libro ha il pregio, infine, di fare il punto sul consumo giovanile di fumetti in Italia, contribuendo a un indirizzo di ricerca che si va affermando solo in anni recenti.
Sia per quanti siano cresciuti, nei primi anni Ottanta, con Mazinga e Ufo Robot o appartengano invece alle generazioni di Sailor Moon e Pokémon, sia per chi guarda al fenomeno con il distacco di chi non l’ha vissuto, Il Drago e la Saetta può costituire un importante punto di riferimento per comprendere una pluralità di eventi e processi spesso sottovalutati: quelli della globalizzazione dei consumi e delle tendenze del pubblico.

Marco Pellitteri
Il Drago e la Saetta
Modelli, strategie e identità dell’immaginario giapponese
Prefazione di Kiyomitsu Yui
Con un saggio di Jean-Marie Bouissou
Tunué, 2008 - Collana «Esprit» n. 1
cm. 15x23; pp. 400 + illustrazioni in b/n
copertina plastificata opaca in quadricromia
Euro 25,00
ISBN-13 GS1 978-88-89613-35-1


The Art of…




Dani Cavallaro, studiosa che vive a  Londra ma pubblica con l’editore americano McFarland, ha da poco realizzato altri due lavori saggistici che vanno ad aggiungersi ai volumi The anime art of Hayao Miyazaki (2006) e The cinema of Mamoru Oshii (2006). Il primo si intitola The art of Gainax – Experimentation, Style and innovation at the Leading Edge of anime (2007) ed è un ben argomentato viaggio all’interno dello studio di animazione più rivoluzionario degli ultimi anni. All’interno del quale un manipolo di giovani compagni di università ed ex otaku sono passati dalla teoria alla pratica rivisitando e creando un mondo animato tutto personale e chiuso (apparentemente) in se stesso, generando successi come Nadia – Il mistero della pietra azzurra (1989) ed Evangelion (1995). Di Gainax l’autrice rintraccia non solo le ragioni del successo ma pure quelle più propriamente estetiche. Con Anime Intersections – Tradition and Innovation in Theme and Technique (2007), la Cavallaro prosegue il suo percorso analitico esaminando lo sviluppo tecnologico e artistico dell’animazione giapponese dalle origini a oggi coinvolgendo nella trattazione pellicole come Ninja Scroll, Appleseed e Il castello errante di Howl.
Entrambi i volumi costano 35 dollari e sono facilmente acquistabili on-line.

 

























Miyazaki uno…

Firmata da Andrew Osmond, e in uscita il prossimo mese di giugno, ecco Spirited Away, micro-monografia di appena 96 pagine che sarà pubblicata dal British Film Institute. Si tratta di un’analisi completa e accurata del film premio Oscar di Hayao Miyazaki, in cui l’autore si avventura anche in un gustoso “dietro le quinte” per raccontarci come è stato creato questo grande capolavoro del regista giapponese. Il volume è accompagnato da un discreto apparato iconografico e fa parte di una collana di volumi che presentano e analizzano celebri pellicole. Il suo autore, Andrew Osmond, è firma nota agli appassionati di animazione che lo conoscono dai tempi della nascita del sito nausicaa.net. Attualmente collabora con la rivista “SFX” e il mensile inglese di cinema “Empire”.

Miyazaki due…

Direttamente dalla Francia un volume di 324 pagine davvero interessante. Si intitola Miyazaki L’enchanteur ed è stato scritto da Vincent-Paul Toccoli e Gersende Bollut per conto della casa editrice Editions Amalthée. Il saggio è piuttosto interessante perché affronta l’opera del regista nipponico a partire da un doppio punto di vista: la ricerca spirituale e la sensibilità ecologista. Due frammenti indispensabili per capire meglio e apprezzare il suo cinema. L’analisi prende avvio scegliendo tre film del regista (Nausicaä, Totoro e Princess Mononoke) e ripercorrendo le scelte artistiche e i temi ricorrenti a lui particolarmente cari. Un tributo di notevole interesse che arriva in un Paese che i film di Miyazaki li ha visti degnamente trionfare nelle sale cinematografiche.









Miyazaki tre…

Sarà disponibile anch’essp il prossimo mese di giugno il libro Hayao Miyazaki: A Life in Anime pubblicato da DH Publishing e Cocoro Books (editore con sede in Giappone ma area di influenza editoriale internazionale con titoli in lingua inglese). Il volume in 192 pagine tenta di ricostruire il ritratto artistico e mediatico di quello che in patria è ormai considerato un genio, sempre sotto assedio da parte della stampa e del pubblico (c’è il nuovo film in uscita, Gake no ue no Ponyo, del quale si è visto relativamente poco in termini di immagine e trailer). Al momento non è disponibile il nome dell’autore del volume.

 


Maghette che lasciano casa
09.05.08
L’originale è un lavoro a quattro mani di Norie Yamada (testi) e Kumichi Yoshizuki (disegni) dal titolo Maho tsukai ni taisetsu na koto ~ Natsu no Sora (ovvero: Le cose che sono preziose per una maga – L’estate di Sora), molto carino e devoto ai clichè più amati dagli appassionati. E proprio in estate uscirà la versione animata di questo lavoro, peraltro molto attesa, che metterà alla prova il piccolo studio Hal Film Maker (all’attivo Aria e poco altro). Attesa dai fan perché a dirigere l’anime è stato richiesto Osamu Kobayashi, oggi uno dei più popolari kantoku (registi) dell’industria, che negli ultimi anni è passato affabilmente dallo Studio 4°C di Eiko Tanaka e Koji Morimoto alle produzioni Madhouse che più gli hanno offerto notorietà (Paradise Kiss e Beck). Lo affiancherà nella lavorazione Yusuke Yoshigaki (animatore Gainax), impegnato al character design. La storia è quella di una giovane maghetta che lascia il paesino di campagna per raggiungere Tokyo, dove la attende un periodo di formazione nella magia. Ricorda niente?

 

 


È lui o non è lui? Certo che è lui!
09.05.08
Come un Santo Graal per pochi intimi, ecco spuntare un prezioso tesoro per gli appassionati di animazione. Se avete visto il film Il castello errante di Howl (2004) e possedete un’infarinatura di “cose Ghibli” saprete di certo che la pellicola era stata affidata da Toshio Suzuki al bravo regista di casa Toei Animation, Mamoru Hosoda. Poi nel bel mezzo della lavorazione, lo staff dello studio decise di mettere in minoranza il regista e di allontanarlo dalla produzione, che finì nelle mani di Hayao Miyazaki con gli strepitosi risultati che sappiamo. Non si è mai saputo realmente molto di quel tormentato periodo per Hosoda. Ma oggi, grazie alla Rete, finalmente qualcosa è saltato fuori: il regista riuscì infatti a realizzare circa ¾ dello storyboard del film. Quel prezioso reperto è finito qualche settimana fa su Mandarake (celebre negozio e label per appassionati di manga e anime) e subito venduto a un fortunato acquirente che non ha atteso molto prima di lasciar scivolare nel mare informatico di Internet alcune pagine disegnate da Hosoda. Da ciò che si vede, riconosciamo l’originaria forma del castello così come rilasciata nelle prime immagini dello Studio Ghibli nel 2003 e riconosciamo soprattutto lo stile giovanile e fresco del regista di Toki wo kakeru shojo (2006). Sorge spontanea la domanda: che film sarebbe venuto fuori se lo staff di disegnatori non avesse allontanato il buon Hosoda?

 


Piccoli grandi studio crescono
09.05.08
Parliamo di Nomad Animation Studio, il minuscolo studio di animazione che con appena 36 dipendenti (23 dei quali sono animatori) si sta imponendo nel panorama degli anime giapponesi. Fondato nel 2003 da un ex dipendente dello studio Madhouse (con il quale ha poi intrattenuto proficui legami di lavoro e animazioni in subappalto), Tatsuya Ono, lo studio si è distinto nel tempo lavorando marginalmente in lavori come Kimi ga Nozomu Eien, Gungrave e Full Metal Alchemist, facendo il salto di qualità ad appena un anno dalla fondazione con Rozen Maiden.
Ebbene, è di questi giorni la notizia che Nomad si occuperà di un atteso adattamento per il piccolo schermo sulla rete TBS per il prossimo autunno. Si tratta del manga del giovane Suzuhito Yasuda, Yozakura Quartet (pubblicato da Kodansha sulle pagine di Shonen Sirius dal 2006), che racconta di una super-eroina di 16 anni di nome Hime Yarisakura. La versione animata sarà diretta da Kou Matsuo (suo Red Garden), con la sceneggiatura di Jukki Hanada e il character design di Satonobu Kikuchi.

 

 


I record di Evangelion
09.05.08
Dopo la fortunata permanenza nelle sale giapponesi lo scorso autunno, il nuovo film di Hideaki Anno che fa parte della serie “Rebuild of Evangelion”, dal titolo Evangelion: 1.01 – You are [not] alone (2007), è trionfalmente uscito in una spettacolare edizione DVD il 24 aprile, alla modica cifra di 5000 yen. Una “Special Equipment Edition” che in appena cinque giorni ha venduto la cifra record di 220 mila esemplari, lasciando dietro di sé il blockbuster hollywoodiano Io sono Leggenda con Will Smith (fermatosi ad appena 93 mila unità). Un ritorno trionfale non solo per il cinema di animazione ma per tutto il mercato dell’home video nipponico. Nelle edizioni digitali degli anni passati, Evangelion aveva ottenuto successi meno lusinghieri ma sempre importanti (il box con tutta la serie televisiva ad esempio nella prima settimana di uscita aveva venduto 20 mila esemplari).